In questa area ad alta imprenditorialità agricola si è sviluppato un modello rurale che ha impreziosito il territorio di tante coltivazioni eccellenti, alcune delle quali apprezzate ben oltre i confini locali. Per i cicloturisti che non disdegnano le tentazioni della buona tavola, l’itinerario rappresenta un’occasione unica per incontrare e degustare tanti prodotti di qualità.

Il mandorlato di Cologna Veneta

Raffinatissimo dolce che nasce dalla combinazione di pochi ingredienti: miele, mandorle, zucchero e albume d’uovo. Si contraddistingue per la croccantezza frutto di un laborioso procedimento di produzione artigianale che prevede temperature costanti per circa 8-9 ore. Rappresenta una produzione così tipica da aver reso il nome di Cologna conosciuto anche oltreoceano. Questa leccornia, tipicamente consumata durante il periodo delle feste natalizie, è il frutto di un’antichissima storia di qualità: pare infatti fosse già conosciuto ed apprezzato ai tempi della Serenissima Repubblica quando la città era parte integrante del Dogado veneziano. Viene celebrato ogni anno l’8 dicembre con la tradizionale Festa del Mandorlato di Cologna Veneta.

mandorlato

I vini Arcole Doc

In quest’area i terreni sono stati maritati alla vite sin dall’epoca romana. Due millenni di produzione vinicola che sono testimoniati anche dalle anfore romane rinvenute nel corso di scavi archeologici ed oggi esposte al Museo Civico Archeologico di Cologna Veneta.
La zona di produzione è caratterizzata da un suolo con un’alta percentuale di sabbia che rende il terreno particolarmente vocato alla viticoltura, tant’è che la Doc viene anche denominata “vini della sabbia”.
La denominazione, riconosciuta a partire dal 2000, comprende vini rossi di grande carattere, quali il Merlot ed i Cabernet, anche riserva, e rossi di buona personalità come il Rosso Arcole. Bianchi di grande complessità vengono proposti con nome di vitigno, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Garganega e il Bianco Arcole.
www.arcoledoc.com

Il Radicchio di Verona Igp

Dalla forma a ovale allungato, foglie compatte di colore rosso scuro intenso abbellite da una nervatura principale bianca, molto sviluppata, il Radicchio di Verona IGP può essere di tipo “precoce” e “tipo tardivo”. Più volte etichettato come l'”oro rosso della Bassa”, il radicchio di Verona è croccante, leggermente amarognolo, ricco di vitamine A e B, sali minerali e proprietà depurative. Si trova facilmente sul mercato e le sue caratteristiche organolettiche ne consentono un utilizzo ad ampio raggio, dall’antipasto al dolce, da crudo come da cotto. Un’occasione per conoscerlo ed assaggiarlo è la Fiera del Radicchio di Verona che si svolge annualmente a Roveredo di Guà, zona secolare di produzione, nel primo fine settimana di gennaio.
www.radicchiodiverona.it

radicchio

La Patata dorata del Guà

La Patata Dorata dei terreni Rossi del Guà, la cui doratura è dovuta ai terreni di origine alluvionale che presentano una particolare colorazione rossastra data dalla composizione fisica fatta di sabbia, argilla e limo, è conosciuta per le sue qualità organolettiche, apprezzate nel consumo fresco come patata da insalata, ma anche per la produzione di gnocchi, puree, impasti morbidi e torte. Viene festeggiata ogni anno a Roveredo di Guà in luglio, mese in cui si concentra la produzione.

L’Asparago di Arcole

Altra primizia di stagione è il bianco turione che trova luogo elettivo di coltura nei terreni sabbiosi, profondi e freschi dell’aera di Arcole.
Gli Asparagi di Arcole sono bianchi e con apice ben serrato, hanno una lunghezza media di 18-22 cm e un diametro medio al centro di 10 mm.
Possono venire consumati crudi in insalate o usati come condimento in minestre, zuppe e creme e sono ottimi per i risotti. Ogni anno nel comune di Arcole durante il mese di aprile si rinnova l’appuntamento con la Fiera dell’Asparago.

verza

La verza moretta di Veronella

Questo cavolo-verza, coltivato a Veronella già nell’Ottocento e recentemente recuperato dopo un periodo di declino, si caratterizza per un colore viola intenso all’esterno e una parte interna di colore bianco-giallo. Le foglie sono corpose, dall’aspetto riccio e finemente bolloso. Ha un sapore piacevolmente dolciastro e si presta per vari usi in cucina. Rappresenta tutt’oggi un prodotto di nicchia, apprezzato e molto richiesto, reperibile nel periodo invernale presso ristoranti e dettaglianti specializzati in prodotti tipici della zona.

Il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo Dop

Pressana, Roveredo di Guà e Cologna Veneta rientrano nei comuni di produzione del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo a marchio Dop. Questo prodotto, gioiello dell’enogastronomia regionale, è distinto dal marchio leonino della Repubblica Serenissima di Venezia. Si caratterizza per l’inconfondibile dolcezza, la morbidezza, il colore roseo e il delicato sapore accompagnato da un profumo di noci
Per l’equilibrio perfetto di morbidezza, dolcezza e profumo, si presta benissimo alla preparazione di antipasti, primi e secondi di elevato livello gastronomico. Al taglio, il prosciutto si presenta con una caratteristica colorazione rosea.
www.prosciuttoveneto.it

prosciutto

Il Salame di Verona

Nella provincia di Verona l’allevamento suino ha caratterizzato per secoli la civiltà contadina, e la produzione e il consumo di insaccati era fondamentale nell’alimentazione del tempo. La forma del Salame di Verona è cilindrica con un diametro variabile tra 6 a 8 cm e una lunghezza dai 20 ai 30. Il peso del prodotto finito si aggira sui 600-700 grammi. Al gusto si presenta morbido, pieno e armonioso. Al taglio mostra un’omogenea distribuzione e proporzione di grasso e magro, un colore rosso intenso per la carne magra e bianco per il grasso, nonché un buona tenuta della fetta al taglio. Si può gustare crudo come stuzzichino o antipasto, ma è anche ottimo cotto alla brace e gustato con la polenta abbrustolita.

La Soppressa di Verona

Prodotto tradizionale della salumeria veneta, la Soppressa è un grosso insaccato con dimensioni variabili, forma è arcuata e diametro tra 10 e 20 cm.. L’insaccato di puro suino è prodotto con carni scelte, macinate o sminuzzate, magre e grasse con 28-35% di massa grassa che poi vengono salate, pepate e insaccate. La stagionatura fa assumere esternamente alla soppressa il colore prima bianco-grigiastro della muffa di cui si ricopre. Al taglio, la carne appare di colore rosso-rosaceo, con la caratteristica irregolare marezzatura bianca dovuta alla componente di grasso. E’ ottimo da consumare crudo, tagliato a fette o cotto alla griglia.

La Mela di Verona

La diffusione della mela nel territorio veronese ha origini molto antiche ed è documentata già in epoca romana. Si tratta di una coltura, ancora oggi, rilevante sia sotto l’aspetto quantitativo e qualitativo sia per la centralità economica ed occupazionale nel territorio veronese.
La “Mela di Verona” si distingue per elevata croccantezza, bassa acidità, aroma spiccato ed ottimo equilibrio gustativo fin dall’epoca di raccolta.